CREMONA: UNO SCANDALO DESTINATO A SVELARE ORRORI INIMMAGINABILI

 

Alla cortese attenzione di

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Sindaco di Cremona Gian Carlo Corada

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Provincia di Cremona Presidente Giuseppe Torchio

presidente@provincia.cremona.it

Direzione Generale Sanità Servizio U.O. Veterinaria Mario Astuti

mario_astuti@regione.lombardia.it

Asl Veterinaria Cremona

vetcremona@aslcremona.it;

Ufficio Diritti Animali Cremona Enrica Boiocchi

dirittianimali@bairo.info

Prefetto Cremona Tancredi Bruno di Clarafond

prefettura.cremona@interno.it

Questore Cremona Massimo Francesco Castore

urp.cr@poliziadistato.it

Chiliamacisegua e Associazione Canili Lazio onlus appoggiano incondizionatamente la Campagna di Civiltà e Legalità promossa dall’ Associazione Lega Nazionale Difesa del Cane, volta a snidare, stanare, denunciare gli illeciti gravissimi e penalmente perseguibili, svoltisi all’interno del Canile Comunale di Cremona.

Chiliamacisegua e Associazione Canili Lazio onlus rinfrescano la memoria al Sindaco Gian Carlo Corada , ricordandogli che l’On Francesca Martini, Sottosegretario di Stato al Welfare, chiede l’ applicazione della Legge 281 del 1991 per la Tutela e il Benessere Animale, Legge che precisa che il Sindaco è il proprietario del cane accalappiato sul suo territorio ed è tenuto a garantirne il benessere anche qualora lo affidi ad un canile convenzionato, pena, in caso contrario la possibilità di ravvisare il reato di omissione di atti d’ufficio e l’imputabilità penale ed è inoltre responsabile delle misure prese o disattese, per combattere il fenomeno randagismo del suo territorio nonchè dell’impiego dei fondi erogati dallo Stato per porvi rimedio.

E che l’Art. 544ter del C.P della Legge  189 del 2004 , prevede sanzioni severissime pecuniarie e anche fino a tre anni di carcere per chi uccide animali d’affezione (cani e gatti).

Sotto gli occhi di tutti si è reiterato un orrore che fa ripiombare Cremona nella inciviltà e nella barbarie.

Altro che Turun, Terass, Tettass!

Il motto identificativo di Cremona ora è Tortura, Tanax, Terrore.

Inciso come marchio, nella carne di 6000 chili di cane smaltiti in 5 mesi, impunemente, sotto il naso del Sindaco, delle Asl, delle Associazioni Animaliste locali e addirittura del responsabile Ufficio Tutela Diritti Animali di Cremona.

Incredibile dictu:  l’ Associazione Zoofila Cremonese, ben pubblicizzata e raccomandata dalla stessa Amministrazione Comunale (www.comune.cremona.it/bd_ui-viewContent-id_info_form-89.phtml), risulta dalle indagini in corso, l’indagata principale.

Come dire che Cremona e chi per lei, ha nutrito una serpe in seno che segnava alla voce ricevere, nella sua contabilità oscena: introito stimato, per difetto, un milione di euro. Finito nelle  tasche di chi?

Chiliamacisegua chiede che controllori e controllati non siano gli stessi, per non perpetrare il colmo della beffa, l’assurdo nell’assurdo.

L’indecenza di quanto è avvenuto gronda di dolore, sofferenza, morte.

Vergogna!

Associazione Chiliamacisegua Associazione Canili Lazio Onlus

www.chiliamacisegua.org www.associazionecanililazio.it

I FATTI : SOTTO SEQUESTRO IL CANILE DI CREMONA

E’ del 2007 il primo esposto della Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Alle celebri tre T per qualche tempo, a Cremona, se ne dovrà aggiungere un’altra: quella del Tanax, il farmaco per l’eutanasia che pare fosse il prodotto più utilizzato nel canile dell’Associazione Zoofila Cremonese presieduta da Maurizio Guerrini e Ketty Nin.

Per questo motivo, nella mattinata del 3 marzo 2009,  la struttura è stata posta sotto sequestro dal sostituto procuratore Chiara Piccioni che ha indagato i responsabili per uccisione e maltrattamento di animali.

L’inchiesta, cui ha dato impulso la Lega Nazionale per la Difesa del Cane con un esposto del giugno 2007,  prende spunto dalla vicenda di Galeazzo, un cane che -in seguito ad un abbandono- l’associazione animalista aveva cercato di riprendere dal canile Cremonese, trovando solo un sacco nero e un certificato di morte per torsione dello stomaco.

La patologia – non molto frequente – nella struttura lombarda aveva numeri da epidemia e questo, che  non aveva insospettito l’Asl veterinaria, aveva acceso un campanello d’allarme nei volontari della Lega.

Tra questi, la combattiva Rosetta Facciolo non si dava per vinta e di fronte al muro di omertà eretto intorno al canile continuava a ricercare documentazione che forniva alla Procura della Repubblica, insieme a una continua collaborazione con i Carabinieri dei Nas, fino al sequestro.

Collaborazione che continuerà, sempre con il supporto dell’avvocatura della Lega, perché, i documenti prodotti testimoniano un orrore reso ancora più evidente dalla fredda, burocratica, elencazione dei kg di carcasse di cane smaltite – numeri impressionanti – quasi che la struttura fosse un centro di smaltimento e non di ricovero.

Infatti non si comprende perché da Parma, Napoli, Roma e Urbino i cani dovessero essere smaltiti a Cremona, e l’inchiesta dovrà fare chiarezza su questo punto che rappresenta ormai una emergenza nazionale.

Laura Rossi, Presidente della Lega Nazionale del Cane, denuncia con forza la follia dei Comuni che affrontano in modo così miope il “problema” del randagismo rinchiudendo i cani, esseri viventi e senzienti, del cui benessere sono responsabili, in strutture molto lontane, mettendosi così nell’impossibilità di fare i controlli.

Esistono strutture che fanno convenzioni con ribassi impressionanti, comprensive del trasporto, a tale distanza da essere di per sé antieconomiche. Per cui o si tratta di imprenditori che lavorano in perdita oppure forse il business dei canili non è più solo quello della permanenza all’ergastolo dei cani nei rifugi carcere.

Tra accalappio e smaltimento si può ricavare un utile – anche considerevole – a patto che si possa fare affidamento su quei grandi numeri che l’inchiesta ancora in corso sembra paventare.

Centinaia di morti, da nord a sud, che scuotono le coscienze in un paese che ha abolito l’eutanasia indiscriminata per legge, ma continua a tollerarla nella convinzione che sia un rimedio e per giunta economico.

In realtà si tratta di un rimedio non solo contro la legge ma anche anti-economico, che solo i Sindaci possono fermare semplicemente utilizzando gli strumenti a lori disposizione: una strada difficile ma risolutiva.

Se qualcuno avesse informazioni sul canile di Cremona che ritiene possano essere utili alle indagini, è pregato di mettersi in contatto con la Lega Nazionale per la Difesa del Cane telefonando al nr. 0226116502 oppure indirizzando una mail a info@legadelcane.org.

ANSA 2009-03-03 17:19 UCCISI E MALTRATTATI, SEQUESTRATO CANILE CREMONA
(ANSA) – CREMONA, 3 MARZO – Il canile comunale di Cremona è stato sequestrato oggi dai carabinieri del Nas su ordine della procura della Repubblica. Almeno due persone, delle quali non sono stati resi noti i nomi, sono indagate per i reati di uccisione d’animali ed esercizio abusivo della professione medica.
La struttura, situata alla periferia della città, viene gestita dall’Associazione zoofila cremonese, presieduta da Maurizio Guerrini che è anche segretario provinciale di Cremona di Rifondazione Comunista. Una convenzione decennale, di volta in volta rinnovata, lega al Comune l’Associazione che svolge questo servizio per conto dell’Azienda sanitaria locale di Cremona. Tra l’amministrazione municipale e l’Asl c’é un’altra convenzione triennale che regola il rapporto tra i due enti. L’Associazione zoofila riceve ogni anno circa 20.000 euro per lo smaltimento delle carcasse.
Secondo l’accusa, a Cremona si smaltirebbero anche carcasse provenienti da Parma, Napoli, Roma e Urbino. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore del tribunale di Cremona Cinzia Piccioni, è partita in seguito all’esposto presentato lo scorso anno da un privato che denunciava maltrattamenti e uccisioni avvenuti all’interno del canile.
(ANSA).

CREMONA: UNO SCANDALO DESTINATO A SVELARE ORRORI INIMMAGINABILIultima modifica: 2009-03-05T13:39:41+01:00da rebeccanew
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